Cristiano Ranghetto nato a Busto Arsizio (VA) nel 1977, dopo gli studi presso il Liceo Artistico, nel 2004 ha conseguito la laurea in Dottorato in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Attualmente vive e lavora, oltre che come artista, nel ruolo di insegnante nella provincia di Varese.
Scultore profondo, incline all’analisi interiore, crea le sue opere dando loro forma viva e comunicando lirismo spontaneo e significativo che giunge fino a noi. Le sue forme, cariche di sentimenti puri, trasmettono un messaggio che sembra provenire dalla loro anima ed evocano un dinamismo plastico: i volumi racchiusi in ritmi avvolgenti centripeti e centrifughi, il sovrapporsi di piani curvilinei e sinuosi, chiari e scuri, trasmettono forti emozioni e una singolare profondità che toccano l’anima dello spettatore fin dal primo momento.
Le sculture di Ranghetto non sono rappresentative di un’arte mummificata ma al contrario, prendono vita dalla materia cariche di movimento, di energia, di passionalità. Semplici e complesse, morbide e spigolose caste e accattivanti, le sue opere si spingono verso una “classicità astratta” che cerca continuamente valori grandi da comunicare.
Pur non essendo gli unici protagonisti, il rapporto fra uomo e donna è decisamente un tema su cui riflette l’artista: possiamo ascoltarli conversare, vedere materialmente, in movimenti a spirale, la loro unione, ma anche “udire spiritualmente” l’eco delle loro voci che risuoneranno per l’eternità. L’idea della coppia come nucleo forte, inscindibile che vive un eros intenso, guidato dallo spirito e dall’amore di Dio. Forse un richiamo ad un “Amore e Psiche” dei nostri giorni ? Un amore in sinergia con l’idea di Kalos, bellezza ideale che prende vita nelle forme armoniche della materia.
Dice l’artista: “Cerco l’asimmetria perché è quella che permette maggiori possibilità espressive…” e osservando le sue opere ciò è evidente con in più, però, un equilibrio che affiora e si fa spazio in un mondo scultoreo e pittorico che si sta svelando all’artista stesso e ai suoi estimatori.
Sicuramente la frase di Daniel Barenboim “Ogni grande opera d’arte ha due facce, una per il proprio tempo e una per il futuro, per l’eternità” è appropriata per i volti e i gesti delle opere di questo artista.